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Quel sogno americano divenuto realtà

Quel sogno americano divenuto realtà

Abbiamo incontrato Mattia Bartoli, giovane attore italiano che sì è trasferito a Los Angeles all'eta' di 20 anni e con molto impegno e studio si è diplomato alla nota Stella Adler Academy a pieni voti, tanto che il premio Oscar Milton Justice disse del suo ruolo durante lo spettacolo "Waiting for Lefty":"se avessi 10 attori come te potrei cambiare il mondo". Un percorso pieno di riconoscimenti e denso di soddisfazioni. Grande passione e talento innato quello di Mattia Bartoli che insieme a tanta tenacia e impegno costante lo hanno spinto a lasciare l'Italia per inseguire il suo sogno americano: oggi ripercorre in quest'intervista a Luxury files il suo brillante percorso artistico.
 
C'è un momento del tuo cammino professionale che puoi considerare cruciale?
Si, decisamente. Allo spettacolo di diploma "The Rimers of Eldrich" il manager Tom Parziale della Visionary Entertainment mi noto' e mi prese nel suo management. Da allora è iniziato un cammino intenso, insieme a lui ho fatto tanti spettacoli teatrali tra i quali "The seagull", "The resistible rise of Arturo Ui" e nel 2016 "Golden Boy" di Clifford Odets, nel ruolo del violinista/pugile Joe Bonaparte con cui vinsi miglior attore protagonista al "Next stage L.A. award". Sempre con la Visionari  ho fatto il mio primo film "Silent e Forgotten" diretto da John Lewis in cui ho interpretato un giovane Charlie Chaplin prima che fondasse la United Artists insieme a Mary Pickford e Douglas Fairbanks.

A proposito del film “Silent & Fogotten”, hai qualche aneddoto particolare da svelarci? 
Si certo, è stata una bellissima e coinvolgente esperienza. Posso raccontarvi una storia simpatica a riguardo. Quando feci i provini per questo progetto, provinai per Douglas Fairbanks (il marito di Mary, la protagonista), mi chiesero se riuscivo ad avere un accento British. Io ne abbozzai uno all’improvviso e mi diedero il ruolo con la richiesta di lavorarci ancora meglio. Quando iniziarono le riprese il regista fu così impressionato dal mio inglese che finii per fare da dialect coach a tutto il cast americano! Di certo tanto impegno mi ha portato una bella soddisfazione 
 
C'è stato un altro film  a cui hai preso parte che può definirsi particolarmente innovativo, perché?
Si, in effetti posso di certo essere orgoglioso di aver girato "Hollywood Rooftop" diretto da Brett Leonard considerato il padre dei film VR (virtual reality), Il film, nel quale ho interpretato il ruolo di un fidanzato italiano geloso, e' girato interamente con una macchina da presa a 360 gradi, e proprio come un gioco in VR in "Hollywood Rooftop" ogni spettatore puo' decidere su quale delle microstorie presenti all'interno del film concentrarsi.

E adesso quali anticipazioni puoi darci, a cosa stai lavorando? 

Una bella novità di fine 2019 è stata aver firmato un contratto con la grande Momentum Talent and Literary Agency. Un colosso americano, sono molto felice di questo nuovo traguardo. 
Ora mi attende un 2020 di nuove sfide, il mio sogno americano è divenuto realtà. Il mio talento made in Italy è stato ed è apprezzato, sono felice di questi obiettivi ma continuo a lavorare duro per non deludere me stesso, Hollywood e il paese dove davvero si avverano i sogni.