Ultimo incanta e consacra la Capitale regina dei grandi eventi
di Mara Cella
“Ma t’immagini se tutto questo fosse la realtà?” È la favola che diventa magia quando Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, trasforma un sogno collettivo in un momento destinato a restare nella storia: un concerto-evento sold out in appena tre ore, più di un anno prima di questo 4 luglio 2026 in cui 250mila cuori hanno riempito Tor Vergata, fondendosi in un’unica voce. È il trionfo di Roma, della sua nuova identità internazionale, del percorso che l’Assessore Alessandro Onorato ha guidato con determinazione scardinando burocrazie stanche e sistemi obsoleti per costruire un modello di Grandi Eventi capace di generare valore reale: più occupazione giovanile, un aumento rilevante dello stay medio negli alberghi, una crescita costante dell’attrattività della Capitale, sempre più Eterna e sempre più futura. In questo scenario, il concerto di Ultimo diviene simbolo di una politica del fare, concreta e necessaria, capace di valorizzare un patrimonio artistico e culturale unico al mondo e trasformarlo in energia contemporanea e crescita economica che ha dato il via ad una nuova filosofia, quella del "facciamolo succedere" .
La storia di Ultimo è quella di un ragazzo - oggi 30enne e già papà - di San Basilio che non ha mai smesso di inseguire la musica, che dal Conservatorio di Santa Cecilia ha portato il cantautorato italiano nel terzo millennio, regalandoci testi che sono pura poesia e meritando l’abbraccio sconfinato di una distesa colorata di 250mila fan, un brivido infinito ed "un filo che unisce" tante emozioni condivise per tutta la notte: una sfida vinta per Ultimo e per Roma.
Un doppio grazie. Grazie Ultimo e grazie Roma: “sei la piccola stella che porto nei momenti in cui non ho luce”. Ad maiora semper!
