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Un nido sospeso che unisce arte, scienza e rinascita

Un nido sospeso che unisce arte, scienza e rinascita

di Mara Cella 

API‑LOGO è la nuova installazione permanente di Cyril de Commarque all’Orto Botanico di Roma, una scultura‑nido alta 3 metri, sospesa tra gli alberi, scolpita in legno e carbonizzata con la tecnica giapponese Shou Sugi Ban. Un guscio frammentato, nero e vibrante, che evoca un mondo ferito dall’Antropocene e al tempo stesso la possibilità di una rinascita. Al suo interno, un cuore vivo: un habitat per api selvatiche composto da canne di bambù, un vero “bug hotel” che trasforma l’opera in un organismo condiviso, instabile, attraversato dal vivente. Il progetto, realizzato con La Sapienza, il CNR e la Freie Universität, integra scienza e arte attraverso alveari sperimentali dotati di telecamere, microfoni e QR code, da cui nascerà una grammatica visiva del linguaggio delle api, tradotta dall’artista in una narrazione poetica e strutturale. API‑LOGO diventa così un dispositivo di ricerca, un luogo di osservazione ed ascolto, dove la danza delle api mette in crisi l’antropocentrismo e suggerisce un nuovo modo di abitare il mondo. L’opera prosegue il percorso dell’artista, già esplorato in Primitive e in progetti come Fluxland e Migrants, in cui memoria, ecologia e tecnologia si intrecciano in forme scultoree e installative dal forte impatto emotivo. Un gesto che non cerca armonie facili, ma apre uno spazio di tensione fertile tra materia bruciata e intelligenza collettiva, tra distruzione e future possibilità: un nido di speranza.