Primavera 2017
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CHANEL COCO CRUSH
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INVERNO 2016

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AUTUNNO 2016

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ESTATE 2016

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Spring 2016

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INVERNO 2015/2016

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Autummo 2015

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ESTATE 2015

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Primavera 2015

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Winter 2014

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AUTUNNO 2014

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ESTATE 2014

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PRIMAVERA 2014

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Museo Gucci

Il luogo dove dialogano moda, arte, storia e creatività




Testimonianza d’eccellenza di un pezzo di storia del costume, dell’evoluzione di un marchio, del profondo legame con la sua città, un’idea vincente e necessaria per non dimenticare il patrimonio e le linee guida di una storica firma dell’imprenditoria italiana.
Stiamo parlando del Museo Gucci a Firenze, un tempio per chi ama la moda ma per tutti un viaggio attraverso le intuizioni di Guccio Gucci che con le sue pioneristiche idee, nel 1921 ha fondato una delle più riconosciute icone nel Made in Italy nel mondo. Nel 2011, per celebrare i 90 anni dell’azienda, a coronare i festeggiamenti e le tante iniziative c’è stata l’apertura di questo luogo straordinario: un museo a tutti gli effetti, fortemente voluto da Frida Giannini, direttore creativo della Maison dal 2002. Un’esposizione permanente nello storico Palazzo della Mercanzia su Piazza della Signoria, cuore pulsante e simbolo di Firenze.

 



Attraverso vari piani espositivi si parte attraverso il “viaggio” di Guccio che da lift boy all’Hotel Savoy di Londra - quel lift boy lo ritrovate come un cavaliere nello stemma del museo -  tornato a Firenze aprì la sua bottega di pelletteria, specializzata in accessori da viaggio; nacquero così i primi bauli e valigie Gucci, rigorosamente handmade e made in Florence. Da allora queste meraviglie cominciarono ad essere apprezzate e a viaggiare davvero per il mondo tra le mete del jet set internazionale. Fu l’inizio di un successo, grazie a quel concetto di finissimo artigianato, curato nei minimi dettagli: dalla scelta dei pellami alle impunture che ancora oggi dopo quasi un secolo contraddistingue il marchio e ne è punto di forza ed orgoglio.
Guccio passò dunque all’universo della borsetteria femminile, così negli spazi espositivi prendono forma davanti ai vostri occhi icone di stile come la famosissima Bamboo Bag o l’elegante Jackie, in tutte le loro varianti e con l’iconico morsetto o l’inconfondibile nastro verde-rosso-verde e la doppia G in bella vista. Infatti a partitre dagli anni ‘60 inizia la cosiddetta logomania e dunque le iniziali di Guccio Gucci diventano il monogramma “GG” più famoso al mondo, che da allora verrà declinato su centinaia di modelli e materiali diversi che diventano simbolo della tradizione nella modernità del brand.
Al piano superiore del Museo ci si immerge nel mondo Flora ovvero il foulard che ha fatto storia e che Guccio donò nel 1966 alla principessa Grace in visita alla boutique di Milano, che divenne  così una testimonial ante litteram e rese  ancor più celebre il disegno di Flora, realizzato da Vittorio Accornero con ben 9 bouquet tra farfalle e libellule.

 


Un must che da allora è presente in ogni collezione Gucci, riproposto in molteplici varianti, fino ad utilizzarne il motivo floreale anche negli abiti e nella trasposizione della nota fragranza della Maison. Altra intuizione geniale, testimonianza dell’ingegno creativo pionieristico di Guccio, fu il concetto di “lifestyle” ovvero sin dagli esordi capì che la chiave sarebbe stata creare un concept brand così da declinare il mondo e i valori Gucci non solo nell’ambito della pelletteria, degli accessori e della moda. Perciò diede vita anche a splendide collezioni casa: lampade, poltrone, argenterie, porcellane o raffinatissimi set da picnic. Fino a passare al mondo degli sport più svariati: dalla passione per l’equitazione al mondo del golf, dal surf fino allo staordinario slittino in pelle Guccissima o alla straordinatria bicicletta bianca Gucci. (Preludio di una più recente edizione della 500 Gucci)
Non meno affascinante è l’area dedicata alle Celebrities che hanno indossato abiti Gucci in molti red carpet: un pezzo di storia del costume, della moda e del cinema.
E non da ultimo, altra meraviglia è poter visitare in questo luogo le continue mostre che a rotazione vengono ospitate nel Museo, ora è la volta di una giovane Cindy Sherman, che ai suoi esordi ha dato vita a vere sagome del suo poliedrico mondo narrativo, dunque foto ritagliate delle sue molteplici metamorfosi ed interpretazioni di mondi possibili, delle sue curiose e multiple identità.
Interessante ed esilarante anche una sua video installazione
Semplicemente un luogo da visitare per immergersi in un’atmosfera oltre il tempo dove dialogano moda, arte, storia, creatività ed ingegno.

 


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