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Al via la mostra fotografica Don't Stop Me Now

Al via la mostra fotografica Don't Stop Me Now

Roma si lascia attraversare da un’energia nuova e sofisticata con la mostra fotografica “Don’t Stop Me Now”,  che dal 1° al 19 aprile 2026 trasforma Palazzo Braschi in un palcoscenico di visioni contemporanee, dove estetica e profondità si intrecciano in un racconto potente e fuori dagli schemi. Promossa da Modelli si Nasce Onlus e sostenuta dall’Assessorato Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda, l’esposizione celebra lo sguardo di due autori distinti ma complementari, Francesco Brigida e Martin Mae, capaci di trasformare la fotografia in esperienza sensoriale e riflessione intima.
In “Singular Flowers” Brigida scolpisce ritratti che chiedono tempo e attenzione, immagini sospese che evocano la pittura e sfidano la velocità dello sguardo contemporaneo, restituendo dignità e mistero a volti giovani e intensi. Parallelamente, in “Prima che tutto sia Mondo” Mae esplora territori emotivi più fragili e autentici, dove la domanda “Sei felice?” diventa chiave narrativa e gesto rivoluzionario, dissolvendo i confini della normalità per accogliere una bellezza imperfetta e profondamente umana.
Il progetto prende vita attraverso i ragazzi dell’associazione, protagonisti di un racconto corale che supera l’estetica per farsi linguaggio, relazione e presenza. L’inaugurazione di oggi 1° aprile si è aperta con una performance raffinata della pianista Mimosa Campironi, accompagnata da alcuni dei giovani partecipanti, in un dialogo tra musica e immagini che ha introdotto i visitatori in un percorso immersivo e coinvolgente.
A sottolineare il valore culturale e sociale dell’iniziativa è l’Assessore Alessandro Onorato che ha dichiarato: “Questo progetto dimostra come la moda e la fotografia possano diventare strumenti di inclusione e racconto autentico della contemporaneità, valorizzando talenti e storie capaci di emozionare e far riflettere”.
La mostra “Don’t Stop Me Now” è un progetto luminoso ed un invito elegante e deciso a tutti noi: a rallentare, ad osservare e riscrivere i codici della percezione, lasciandoci sedurre da una bellezza che chiede solo presenza.