Che sapore ha la felicità
La felicità ha il sapore delle cose che tornano, dei gesti che attraversano il tempo e si trasformano in solidarietà. In questo viaggio sensibile e raffinato, 100 grandi chef italiani hanno scelto di mettere da parte la perfezione dei loro piatti celebri per raccontare ciò che li ha formati davvero: la cucina di casa, quella che nasce dall’affetto, dall’infanzia e dalle mani che insegnano senza parlare. Fabiana Salsi, che da anni vive e racconta il mondo del cibo con rispetto e profondità, ha invitato ciascuno a condividere la loro ricetta più personale, quella che custodisce un’emozione. Ne è nato un racconto corale che attraversa l’Italia edito da Rizzoli, un libro che si compone di sapori semplici e indimenticabili: la pastina al formaggino che per Cesare Battisti è un abbraccio d’infanzia, le tagliatelle di castagne di Giorgio Locatelli che profumano di boschi e stagioni lente, la parmigiana di zucchine di Antonino Cannavacciuolo che parla la lingua generosa del Sud, il pane fritto di Carlo Cracco che conserva la memoria di una Milano domestica. Tra queste storie, spiccano gli spaghetti alla Nerano di Gennaro Esposito - in foto in alto - un piatto che per lo chef rappresenta estate, casa e tradizione: un intreccio di zucchine, basilico e ricordi che non smettono di emozionare. Ogni ricetta è diventato un frammento di vita: il cous cous agli agrumi di Filippo La Mantia che racconta incontri e contaminazioni, la torta di mele di Antonia Klugmann che riporta alla dolcezza delle cose buone, i passatelli di Massimo Bottura che evocano tutto l'affetto di una nonna, gli gnocchi di ricotta di Caterina Ceraudo che parlano di radici e territorio. È nato così libro che celebra la cura, la semplicità e la bellezza dei gesti quotidiani. Un libro semplice ma prezioso che ci ricorda quanto la felicità spesso possa nascere da un piatto preparato con amore, condiviso con chi ci fa sentire al sicuro. E poiché la cucina è anche accoglienza, i proventi del libro saranno devoluti ad EMERGENCY, trasformando ogni pagina in un atto di solidarietà. Il sapore della felicità, in fondo, è proprio questo: ricordi, generosità e vite che si intrecciano e continuano a nutrirci.
