Con amore, da Roma al mondo
di Mara Cella
Nella straordinaria cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, passato, presente e futuro si incontrano in una celebrazione emozionante. Protagonista indiscussa Laura Biagiotti, pioniera della moda italiana, donna dalla visione internazionale e imprenditrice capace di trasformare una materia preziosa come il cashmere in un linguaggio di stile riconoscibile in tutto il mondo. A renderle omaggio è il francobollo che porta il suo nome, un oggetto piccolo nelle dimensioni, ma immenso nel significato, destinato a viaggiare attraverso i cinque continenti e a raccontare una storia profondamente italiana. Una storia che comincia a Roma nel 1965 e che, attraverso tre generazioni di donne, ha costruito un patrimonio fatto di creatività, di intuizioni vincenti, di tanto coraggio e lavoro. In un’epoca in cui per una donna guidare un’impresa di moda significava confrontarsi con mille ostacoli e pregiudizi, Laura Biagiotti ha saputo affermare la propria identità con determinazione, conquistando una reputazione internazionale che le valse l’appellativo di Lady Cashmere, attribuitole dal New York Times. La sua tenacia non conosce confini: nel 1988 portò le proprie creazioni in Cina, aprendo una strada allora inedita per la moda italiana, e nel 1995 arrivò a sfilare a Mosca, confermando una capacità straordinaria di anticipare i tempi e costruire ponti culturali attraverso l’eleganza. Un percorso che oggi continua con Lavinia Biagiotti Cigna, chiamata giovanissima a raccogliere un testimone importante e improvviso che ha trasformato in un meraviglioso progetto di continuità. “La nostra storia comincia a Roma nel 1965, ma non appartiene soltanto a tre generazioni di donne: appartiene soprattutto alle tante persone che l’hanno costruita con noi” racconta Lavinia, sottolineando il valore umano che si cela dietro il nome della maison. "Dietro il nome Laura Biagiotti ci sono persone, idee, intuizioni, dedizione e una quantità immensa di lavoro”. Parole che restituiscono la dimensione più autentica di un’impresa familiare, nella quale il successo si misura attraverso le collezioni e i traguardi internazionali ma anche nella capacità di creare legami e condividere piccole gocce di bellezza. Il momento del francobollo assume così un significato speciale. «Fra le tante avventure che abbiamo percorso, questa è probabilmente la più piccola della nostra azienda, ma quella che viaggerà più lontano e andrà ad incontrare persone in giro per il mondo», afferma Lavinia, cogliendo con una frase la forza simbolica dell’iniziativa. Un piccolo frammento di carta destinato a portare lontano il nome di una donna che ha contribuito a definire l’identità della moda italiana, trasformando la propria storia in un messaggio universale di bellezza e fiducia nel futuro.
Nel ricordo emoizionato della madre emerge anche una definizione particolarmente cara a Lavinia: "Tedoforo del domani", così Laura amava chiamare la figlia, riconoscendole il compito di custodire e trasmettere un patrimonio che va ben oltre l’azienda. Un’eredità da interpretare, non semplicemente da conservare, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni e la consapevolezza che ogni percorso creativo richiede la capacità di ricominciare. "Una delle cose più belle è ricominciare ogni giorno da un foglio bianco", racconta Lavinia, descrivendo il ritmo incessante del lavoro della maison, nel quale anche un viaggio in treno tra Milano e Roma può trasformarsi in un laboratorio di idee, progetti e intuizioni per la collezione successiva. Una riflessione che restituisce alla celebrazione un carattere autentico che va oltre la solennità istituzionale, e riporta al centro le persone che ogni giorno contribuiscono a mantenere viva la storia Biagiotti. Il legame con Roma è parte essenziale di questo racconto. Non soltanto la città in cui tutto ha avuto inizio, ma un luogo dell’anima, una fonte inesauribile di ispirazione e un patrimonio culturale con cui la maison ha mantenuto negli anni un rapporto profondo. A sottolinearlo è Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che nel suo intervento riconosce il valore della famiglia Biagiotti per la città e per la sua immagine internazionale. "Laura ha fatto tantissimo per la nostra città e, tra le tante cose che ci ha dato, ci ha dato anche una figlia straordinaria che ha continuato il suo percorso" afferma Onorato, evidenziando il significato di una continuità che lega la memoria della fondatrice all’impegno di Lavinia. L’Assessore si sofferma anche sull'artwork del francobollo e sul valore simbolico del cashmere, con i suoi fili che si intrecciano diventando metafora della vita, dell’incontro tra culture e della capacità di unire tradizioni diverse. "La moda non è soltanto lusso, come qualcuno la vuole banalmente dipingerla, ma è la cultura della bellezza e la ricerca della bellezza, un fattore universale che dovrebbe ispirare tutti noi, in particolar modo le istituzioni", sottolinea, richiamando il ruolo culturale e identitario di un settore che rappresenta una componente fondamentale del sistema Italia. Per Onorato, il rapporto tra Roma e Biagiotti è un’equazione naturale, fondato su una storia condivisa e su una visione che guarda anche alla formazione dei nuovi talenti, perché il futuro della moda passa dalla capacità di trasmettere competenze e creare opportunità.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, attraverso le sue parole ha sottolineato quanto la maison sia una testimonianza dell’eccellenza produttiva e culturale italiana. Il francobollo dedicato a Laura Biagiotti, inserito nel programma filatelico dedicato alle imprese e alle personalità che rappresentano il patrimonio nazionale, è diventato l’occasione per ricordare il valore di un sistema costruito attraverso la collaborazione tra grandi marchi, piccole e medie imprese, artigiani e professionalità specializzate. Nel suo intervento, Urso ha richiamato proprio questa dimensione corale del Made in Italy, un mosaico nel quale ogni impresa contribuisce a comporre la storia, la cultura e il futuro del paese. La moda, in questa prospettiva, non va considerata solo un comparto economico, ma un’espressione dell’identità italiana, capace di coniugare qualità, tradizione, innovazione e bellezza. Un patrimonio che Laura Biagiotti ha contribuito a diffondere nel mondo e che Lavinia continua a me interpretare con uno sguardo contemporaneo, mantenendo saldo il legame con le radici della maison. Alla realizzazione del francobollo hanno collaborato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Poste Italiane e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dando forma ad un progetto che unisce storia e comunicazione, identità e futuro. Per Lavinia, il ringraziamento si estende a tutte le persone che hanno accompagnato la famiglia in questo percorso, dai collaboratori storici alle nuove professionalità, perché ogni grande storia imprenditoriale è fatta anche di presenze silenziose, competenze condivise e dedizione quotidiana. Nel ritratto di Laura riaffiorano inoltre il suo impegno come Cavaliere del Lavoro e il ruolo ricoperto alla guida del Comitato Leonardo, insieme alla convinzione che il Made in Italy dovesse essere riconosciuto non soltanto per la qualità dei prodotti, ma come espressione della cultura italiana e di uno stile di vita. Nel 2004, riflettendo sul tema per il libro dell’anno Treccani, Laura aveva scritto del lavoro, del coraggio e dei sacrifici di generazioni di imprenditori capaci di far apprezzare i prodotti italiani nel mondo, contribuendo a costruire un’immagine vincente del Paese. Una visione che conserva intatta la propria attualità e che si traduce oggi in un messaggio di Lavinia Biagiotti rivolto soprattutto ai giovani. “Vorrei dedicare idealmente questo francobollo a tutti i giovani, ai quali dobbiamo trasmettere non soltanto un mestiere, ma un modo di guardare il mondo”. Perché il saper fare, nella filosofia Biagiotti, è estetica, ma anche etica: responsabilità, rispetto, cultura e capacità di immaginare il domani. Questa attenzione alla bellezza come valore da condividere si riflette anche nell’impegno della famiglia per il patrimonio artistico romano, attraverso vari interventi di restauro. Un mecenatismo che racconta una precisa idea di impresa, nella quale il successo trova il suo significato più profondo anche nella possibilità di restituire qualcosa alla comunità. A completare l’intensità del momento, le note del maestro Andrea Morricone, hanno rievocato il legame di amicizia e affetto tra le famiglie Biagiotti e Morricone, consolidatosi ancor più nel 2007, quando Laura Biagiotti ricevette a Venezia il Leone d’Oro alla carriera insieme al maestro Ennio Morricone. Il francobollo dedicato a Laura Biagiotti è, in fondo, la sintesi di tutto questo: una storia familiare che continua, un’impresa che ha saputo attraversare i decenni senza perdere la propria identità e un messaggio italiano destinato a raggiungere il mondo. Perché il vero lusso non consiste soltanto nel creare qualcosa di bello, ma nel lasciare un segno capace di durare, ispirare e parlare alle generazioni future. E nel filo prezioso che unisce Laura a Lavinia, la bellezza è una promessa che continua a guardare lontano.
