I dialoghi d’arte del MAXXI BVLGARI PRIZE
di Mara Cella
Roma celebra la forza della creatività contemporanea con la quinta edizione del MAXXI BVLGARI PRIZE, il progetto che unisce il MAXXI e Fondazione Bvlgari nel sostegno alla ricerca artistica e alla produzione di nuove opere.
“Sostenere il talento significa dare agli artisti la possibilità di creare, sperimentare e immaginare il futuro. Questa edizione, interamente al femminile, testimonia la vitalità e la forza di una nuova generazione di protagoniste dell’arte contemporanea” ha affermato Jean-Christophe Babin, Presidente della Fondazione Bvlgari.
Da oggi 6 novembre 2026 fino al 7 marzo 2027, lo Spazio Ghella del Museo MAXXI accoglie una mostra che segna un momento storico per il premio: per la prima volta la selezione finale è composta esclusivamente da artiste. Protagoniste sono Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini: tre voci autorevoli della scena contemporanea chiamate a confrontarsi con i temi più urgenti del nostro tempo attraverso opere site-specific realizzate appositamente per l’occasione.
Curata da Giulia Ferracci, l’esposizione propone tre percorsi distinti ma accomunati da una profonda riflessione sul rapporto tra identità, memoria, potere e comunità. Adji Dieye rilegge criticamente l’eredità delle narrazioni coloniali attraverso una monumentale installazione che sovverte simbolicamente l’architettura di un padiglione dell’Esposizione Coloniale di Parigi del 1931, interrogando lo sguardo occidentale e le sue persistenti influenze sul presente. Margherita Moscardini trasforma un frammento urbano in una riflessione sul concetto di bene comune, intrecciando arte, architettura urbana e diritto in una proposta che supera i confini dell’opera per dialogare con la società civile. Chiara Bersani, infine, affronta con intensa delicatezza i temi della visibilità e del riconoscimento attraverso un lavoro che unisce scultura, voce e performance in una potente meditazione sui corpi e sulle esistenze spesso escluse dalle narrazioni dominanti.
La mostra restituisce l’immagine di una generazione di artiste che utilizza l’arte come strumento di indagine, di trasformazione e immaginazione politica. Non solo opere da osservare, ma "dispositivi d'arte", strumenti capaci di generare domande e aprire nuove prospettive sul mondo contemporaneo.
Il 23 febbraio 2027 una giuria internazionale designerà la vincitrice, la cui opera entrerà nella Collezione permanente del MAXXI, consolidando il legame tra produzione contemporanea e patrimonio culturale. Nel frattempo, il pubblico è invitato a scoprire queste tre ricerche diverse e complementari che testimoniano la vitalità dell’arte italiana oggi. Un appuntamento che ribadisce quanti il MAXXI BVLGARI PRIZE sia non solo un osservatorio privilegiato dei nuovi linguaggi creativi, ma anche un importante laboratorio di idee dove il futuro dell’arte prende forma attraverso sguardi capaci di leggere il presente con profondità, coraggio e sensibilità.
“Per noi il vero lusso è sostenere la bellezza e la creatività. Il MAXXI BVLGARI PRIZE nasce proprio con questa missione: accompagnare i talenti emergenti nel loro percorso e offrire loro una piattaforma capace di amplificarne la visione. Le tre finaliste di quest’anno ne sono una straordinaria testimonianza” ha ribadito Jean-Christophe Babin.
