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Kandinsky a Palazzo Bonaparte

Kandinsky a Palazzo Bonaparte

A Roma, negli spazi di Palazzo Bonaparte, la grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky trasforma la luce in un elemento poetico e invisibile, capace di accompagnare il visitatore dentro l’emozione del colore. Dal ieri 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Arthemisia svela un percorso immersivo che affida alla luce non un ruolo scenografico, ma una funzione essenziale: rivelare, senza interpretare.
Firmato dall’architetto della luce Francesco Murano, il progetto illuminotecnico nasce dalla volontà di rispettare la grammatica cromatica del maestro russo. "La luce è stata progettata come un dispositivo di rivelazione, non di interpretazione", afferma Murano, che ha costruito un ambiente percettivo neutro, stabile e bilanciato, dove ogni dipinto può esprimere la propria intensità originaria.
La mostra, prodotta da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou e curata da Angela Lampe, affronta una sfida complessa: conciliare la ricchezza cromatica delle opere con le esigenze conservative dei materiali più delicati. Murano ha ideato un sistema a doppia soglia luminosa, calibrato per mantenere armonia tra dipinti a olio e opere su carta, garantendo un percorso unitario e coerente. Neutralità, continuità e controllo sono i tre principi che guidano l’intero progetto, dove la luce diventa custode silenziosa della visione.
Tra i dettagli più raffinati, la micro‑modellazione delle superfici: un intervento quasi impercettibile che evita riflessi, mantiene un fondo visivo neutro e permette ai colori di emergere con maggiore profondità. «È un dettaglio invisibile, ma decisivo», spiega Murano, «perché contribuisce a una percezione più naturale e immersiva».
La mostra invita il pubblico a vivere il colore come spazio mentale, energia e ritmo interiore. La luce non guida e non suggerisce: amplifica la risonanza emotiva delle opere, lasciando che siano forme e cromie a costruire il dialogo con lo spettatore. Un’esperienza che trasforma la visita in un paesaggio sensoriale, dove Kandinsky rivela la sua forza più autentica.
Kandinsky a Palazzo Bonaparte