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La notte degli Oscar dell'Alta Orologeria

La notte degli Oscar dell'Alta Orologeria

Ginevra ha celebrato  le eccellenze del tempo. La 26ª edizione del Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) ha riunito ieri a Ginevra il gotha dell'alta orologeria:  maison storiche, maestri indipendenti e collezionisti provenienti da tutto il mondo, ribadendo il ruolo di questa manifestazione come gli “Oscar” dell’alta orologeria. Un’edizione dal valore particolarmente simbolico, segnata dalla presenza del Direttore Generale dell’UNESCO, che ha riconosciuto l’orologeria come una delle più alte espressioni del patrimonio culturale e artigianale contemporaneo.
A conquistare il massimo riconoscimento, l’ambita Aiguille d’Or, è stato l’orologiaio indipendente Rexhep Rexhepi con il suo Chronograph Flyback, una creazione che rappresenta alla perfezione il nuovo volto dell’alta orologeria: esclusiva, tecnicamente sofisticata e profondamente radicata nella tradizione manifatturiera.
Tra i protagonisti più applauditi della serata la maison Parmigiani Fleurier, premiata nella categoria Cronografo con il Tonda PF Chronographe Mystérieux. Un segnatempo che interpreta la complicazione cronografica attraverso la lente dell’eleganza essenziale, cifra stilistica della maison svizzera, e che conferma come il lusso contemporaneo si esprima sempre più attraverso la discrezione e la raffinatezza dei dettagli.
Importante riconoscimento anche per Patek Philippe, a cui è stato assegnato il Premio Speciale della Giuria per la straordinaria Watch Art Grand Exhibition, un tributo alla cultura orologiera che negli ultimi anni ha contribuito ad avvicinare il grande pubblico al patrimonio tecnico e artistico della maison ginevrina.
Tra i modelli più iconici premiati spicca il nuovo Royal Oak “Jumbo” Extra-Thin Selfwinding Flying Tourbillon Chronograph RD#5 150th Anniversary di Audemars Piguet, insignito dell’Iconic Watch Prize. Un omaggio a uno dei design più influenti della storia dell’orologeria, reinterpretato con soluzioni tecniche all’avanguardia.
Il premio per l’audacia creativa è andato a Konstantin Chaykin con il visionario ThinKing Mystery, mentre Dominique Renaud, figura leggendaria della meccanica contemporanea, ha ricevuto il riconoscimento come rivelazione dell’anno grazie al suo innovativo Pulse60 Titanium Black.
La categoria dedicata alle grandi complicazioni ha consacrato due autentici capolavori: il Grande Double Sonnerie di Blancpain, vincitore del premio Mechanical Exception, e il sofisticato Inspiration One di Cleguer, premiato per la migliore complicazione. Sul fronte della precisione cronometrica, il riconoscimento è andato a Ferdinand Berthoud con Naissance d’une Montre 3, mentre la stessa maison ha conquistato anche il premio Tourbillon con il raffinato Chronomètre FB 2TV.
Grande attenzione anche per Grand Seiko, premiata nella categoria sportiva con il potente Spring Drive U.F.A. Ushio 300 Diver, esempio di come performance professionali e alta manifattura possano convivere in un unico segnatempo.
L’orologeria più artistica ha invece trovato espressione nelle creazioni di Louis Vuitton, vincitore dell’Artistic Crafts Watch Prize con il sorprendente Tambour Taiko Arty Automata, e di Piaget, premiata nella categoria Gemset con il gioiello-orologio Swinging Pebble.

Chopard ha realizzato una rara doppietta aggiudicandosi il premio Time Only grazie al raffinato L.U.C 1860 e quello Jewellery con il poetico Mystery Nut.
Completano il palmarès il ritorno della storica maison Daniel Roth, premiata con l’Extra Plat Rose Gold Skeleton, l’innovativa indipendente giapponese Otsuka Lotec, vincitrice del premio Petite Aiguille con il modello No.8, e SpaceOne, che ha convinto la giuria nella categoria Challenge con l’avveniristico SpaceOne X Baltic Seconde Majeure. Nella categoria dedicata agli orologi da tavolo, infine, il riconoscimento è andato a La Vallée per il suggestivo Cosmo.
Il GPHG anno dopo anno, appare sempre più un osservatorio privilegiato e fondamentale sull’evoluzione del lusso contemporaneo. Dai grandi nomi della tradizione alle nuove voci indipendenti, il messaggio emerso da Ginevra è chiaro: l’orologeria continua a reinventarsi senza rinunciare alla propria anima, trasformando ogni segnatempo in una sintesi perfetta di tecnica, arte e cultura.