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L'Accademia Nazionale dei Sartori e le eccellenze sartoriali del futuro

L'Accademia Nazionale dei Sartori e le eccellenze sartoriali del futuro

Un’eleganza silenziosa, fatta di gesti antichi e ambizioni contemporanee, ha attraversato Roma il 28 febbraio, quando all’Accademia Nazionale dei Sartori si è svolta la fase di selezione del Manichino d’Oro 2026, il concorso biennale che da oltre vent’anni celebra il talento sartoriale emergente. Una giornata che ha restituito alla Città Eterna il suo ruolo naturale: culla di arti e mestieri che continuano a definire il Made in Italy nel mondo. Nelle prestigiose sale dell’Accademia, tra tavoli da lavoro, tele, gessi e forbici, si è respirata un’atmosfera di concentrazione per tante talenti e future promesse della sartoria. I candidati, provenienti da ogni regione, hanno portato con sé non solo i propri bozzetti e le proprie competenze tecniche, ma soprattutto una sensibilità nuova, capace di dialogare con la tradizione. La selezione del 28 febbraio è stata il primo passaggio di un percorso che quest’anno ha registrato 102 iscrizioni, il doppio rispetto alla precedente edizione: un segnale forte, che racconta quanto la sartoria su misura stia vivendo una stagione di rinnovato fascino, soprattutto tra le nuove generazioni.

Il valore di un concorso che forma e rivela
Il Manichino d’Oro, istituito nel 2001 e rivolto a sarti e sarte under 40, non è un solo premio: è un osservatorio privilegiato sul futuro della sartoria italiana. La direzione del concorso, affidata alla Maestra Accademica Lucia Lacognata, guida un processo che unisce rigore tecnico, creatività e capacità di interpretare il corpo femminile con un linguaggio contemporaneo. Le selezioni regionali, organizzate dai Delegati dell’Accademia, hanno l’obiettivo di avvicinare il mestiere del sarto alle scuole e ai territori, in un momento storico in cui la domanda di professionisti qualificati supera di gran lunga l’offerta. È un invito a riscoprire un’arte nobile che richiede tempo, dedizione e un sapere manuale sempre più raro e al contempo sempre più ricercato.
Verso la finale di giugno: un dialogo tra tradizione e futuro
La fase successiva sarà la finale nazionale, in programma a Roma dal 1° al 6 giugno 2026, un appuntamento che riunirà i migliori talenti selezionati in tutta Italia. Sarà un laboratorio di idee, un luogo di confronto tra artigianalità e innovazione, dove la sartoria torna a essere linguaggio culturale prima ancora che professionale.Il concorso ha già dimostrato la sua forza propulsiva: i percorsi di Elena Ferrari, Pietro Monterosso e Federica Carone testimoniano come il Manichino d’Oro possa trasformarsi in un vero trampolino di lancio, capace di aprire porte e consolidare carriere. Il vincitore riceverà il prestigioso trofeo Manichino d’Oro e il titolo ufficiale da esporre nel proprio atelier, simbolo di eccellenza e autorevolezza. Accanto al premio principale, saranno assegnati anche il Ditale d’Oro e il Gesso d’Oro, riconoscimenti che celebrano precisione, tecnica e qualità artigianale. Quest’anno, la proclamazione del 6 giugno sarà protagonista di un evento indipendente, con un defilé pubblico in cui sfileranno i capi realizzati dai finalisti. Una scelta che sottolinea la crescita del concorso e la volontà di raccontare la sartoria come esperienza estetica e culturale, oltre che professionale.

All'Accademia Nazionale dei Sartori le giovani eccellenze sartoriali del Lazio

La selezione del 28 febbraio  all'Accademia ha segnato un passaggio decisivo, resa ancora più autorevole dalla presenza in giuria di figure di grande rilievo del panorama sartoriale italiano: Daniele Piscioneri, Sebastiano Di Rienzo (Presidente Onorario), Giuseppe Carbone (Delegato Regione Lazio), Doriano Pergolari (Direttore Scuola Femminile), Mara Cella (giornalista) e Roberto Bonelli in rappresentanza di Carnet. In questo contesto di competenza e sensibilità tecnica, il primo classificato per la Regione Lazio è stato Dario De Maria, che ha conquistato la vetta con un abito straordinario, caratterizzato da tagli sartoriali impeccabili e da una manifattura raffinata, ottenendo il massimo dei voti soprattutto per precisione del tracciato e qualità esecutivaLa selezione di ieri ha dunque aperto un nuovo capitolo: un racconto fatto di talento, disciplina, studio e tanto impegno, che culminerà nell'atteso evento di giugno, volto a celebrare l’intera comunità sartoriale che continua a dare forma all’eleganza italiana.


Carnet e il sostegno alla nuova sartoria italiana
Partner ufficiale del concorso è Carnet – divisione di Ratti SpA SB, realtà storica del tessile italiano e internazionale. Con oltre 4.000 tessuti selezionati e un servizio su misura pensato per atelier e designer, Carnet incarna l’incontro tra tradizione e innovazione, valori che risuonano perfettamente con la missione dell’Accademia. Il suo supporto al Manichino d’Oro non è solo una sponsorizzazione, ma un impegno concreto nella formazione e nella valorizzazione dei giovani professionisti, affinché la sartoria italiana continui a essere un patrimonio vivo, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.