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Roma, il cinema è un brindisi al futuro

Roma, il cinema è un brindisi al futuro

di Mara Cella 

C’è una Roma che si racconta attraverso i suoi scorci senza tempo, che prende forma sul grande schermo, tra incontri memorabili, notti illuminate e storie capaci di trasformare la città in un’icona internazionale. È la Roma del cinema, un patrimonio che continua a sedurre viaggiatori di tutte le età, artisti e produzioni internazionali, ma anche una risorsa strategica per immaginare il futuro della Capitale.
È proprio nel dialogo tra immaginario e contemporaneità che si inserisce “Cinema in a Glass”, progetto indipendente ideato da Luxury Files, con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e tra le Risonanze ufficiali della Festa del Cinema di Roma. Una video installazione che mette in relazione 21 artisti contemporanei e il mondo della settima arte attraverso una domanda semplice, ma ricca di suggestioni: "con quale icona del cinema berresti un cocktail?"
Così il fascino della Dolce Vita incontra nuovi scorci creativi attraverso un
 gioco d'immaginazione che diventa un’occasione per attraversare l’universo cinematografico, riscoprirne i protagonisti e raccontare Roma attraverso un linguaggio fresco e contemporaneo, capace di avvicinare pubblici diversi alla cultura. 
Fra i protagonisti di questo racconto c'è l'inesauribile energia di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Il suo approccio diretto e dinamico ci ricorda il carisma di Tom Cruise nel film Cocktail, cult di fine anni '80, mentre la sua grinta e la voglia di cambiare le cose per certi versi evoca l’audacia e la forza comunicativa di Rino Gaetano. Un incredibile mix di impegno, determinazione e spontaneità che ben rappresenta la nuova era della Città Eterna chiamata a rinnovare il proprio racconto senza perdere il legame con la sua storia e identità unica.

Un brindisi con Anna Magnani e Marcello Mastroianni
Se la possibilità di sedersi ad un tavolino con una leggenda del cinema diventasse realtà, la scelta dell’Assessore ricadrebbe su due protagonisti assoluti della storia cinematografica italiana. "Sarei curioso di bere un ottimo bicchiere di vino con Anna Magnani, simbolo di romanità e mito del cinema italiano, capace di fare la storia del cinema nel mondo. Rappresenta anche un approccio verace alla nostra cultura", ci racconta Onorato. Accanto a lei, l’altra presenza immancabile sarebbe Marcello Mastroianni: "Con lui, forse, berrei qualcosa di più forte, un gin tonic". Due personalità diverse, unite dalla capacità di raccontare un’identità italiana riconoscibile ben oltre i confini nazionali. Da una parte, la spontaneità e la forza espressiva della Magnani; dall’altra, l’eleganza disinvolta di Mastroianni, volto simbolo di una stagione irripetibile. Due icone che ci restituiscono il senso di una Roma capace di trasformare il proprio carattere in un linguaggio universale.

Quando la cultura incontra nuovi pubblici
Al di là della dimensione evocativa, “Cinema in a Glass” porta con sé una riflessione sul ruolo delle iniziative indipendenti nella vita culturale della città. Progetti che non si sostituiscono ai grandi appuntamenti, ma li affiancano, ampliando le occasioni di incontro tra arte, cinema e pubblico.
"Sono iniziative fondamentali perché arricchiscono ulteriormente il calendario culturale e dei grandi eventi della città, come la Festa del Cinema di Roma e Alice nella città. Sono percorsi paralleli che stanno dando un ulteriore risalto a Roma", sottolinea l’Assessore.
La sfida, oggi, è andare oltre l’idea che il prestigio di una città come Roma sia sufficiente a mantenerne intatto il richiamo. Il suo mito, per continuare a vivere, deve essere alimentato e reinterpretato attraverso nuove forme di comunicazione, esperienze culturali e occasioni di partecipazione. "Roma porta con sé un mito, ma questo mito deve essere rinnovato ogni giorno, attraverso nuovi modi di comunicare" ribadisce Onorato.
È una visione che guarda ad una cultura sempre più accessibile e trasversale, nella quale le grandi manifestazioni convivono con progetti capaci di abitare spazi e linguaggi differenti. In questo scenario tale video installazione vuol essere un invito a vivere il cinema non soltanto come esperienza sullo schermo, ma come esperienza integrante della quotidianità urbana.

La Dolce Vita, un mito che continua a sedurre il mondo
“Il legame tra Roma e il cinema appartiene alla storia stessa dell’immaginario italiano. Nel secondo dopoguerra, la città diventa uno dei grandi centri della produzione cinematografica internazionale, anche grazie alla disponibilità di location e competenze che favoriscono le riprese”. Negli anni ‘50 e ‘60, il cinema contribuisce a diffondere nel mondo il mito della Dolce Vita: una capitale sofisticata e spontanea, dove convivono bellezza, mondanità, arte e alta moda. Un racconto che si intreccia con quello dei grandi protagonisti della creatività italiana, dagli stilisti come Valentino o ancor prima le sorelle Fontana alle maison che hanno fatto la storia del costume. Un patrimonio che ancora oggi contribuisce all’attrattività internazionale della città.
“Ma il fascino del passato, da solo, non basta. La competizione tra territori per attirare produzioni audiovisive è sempre più intensa e richiede infrastrutture, professionalità, servizi e capacità di accoglienza. Abbiamo interrotto la cultura del no e oggi la città è tornata ad essere un set naturale e diffuso” ribadisce con chiarezza l’Assessore. La bellezza di Roma resta un vantaggio straordinario ed indiscutibile, ma deve essere accompagnata da condizioni che rendano la città competitiva per chi sceglie dove girare un film, ambientare una serie o sviluppare un progetto internazionale.

Dai set alla città: il valore economico del cinema
Il cinema, infatti, non produce soltanto immagini destinate a viaggiare nel mondo. Genera lavoro, attiva filiere professionali e alimenta un indotto che coinvolge numerosi settori: dalle maestranze tecniche alla scenografia, dai costumi alla logistica, fino ai servizi, alla ricettività e alla ristorazione.
"I film e i set generano grandissime ricadute, sia in termini di immagine sia sul piano occupazionale", evidenzia l’Assessore, ricordando il valore del know-how italiano e delle professionalità — fonici, tecnici, costumisti e scenografi — che rendono l’Italia un'indiscussa eccellenza internazionale.
In questo scenario, Cinecittà rappresenta un asset strategico, mentre la città stessa è tornata a essere un set naturale per produzioni cinematografiche e seriali. Superare la tradizionale diffidenza verso le riprese negli spazi urbani significa riconoscere che un set può trasformarsi in un’opportunità per il territorio, a condizione di conciliare le esigenze produttive con quelle di chi vive la città. Il ritorno delle grandi produzioni contribuisce così a consolidare un ecosistema nel quale cultura e industria si sostengono reciprocamente. L’occupazione specializzata, la valorizzazione delle competenze e la visibilità internazionale sono alcune delle ricadute più significative, alle quali si aggiunge il potenziale turistico delle location rese celebri dal cinema.

Un invito a scegliere il nuovo volto di Roma
Il cinema può diventare un potente motore di questa attrattività: accende la curiosità verso luoghi già conosciuti, invita a esplorare quartieri meno consueti e offre alle nuove generazioni una chiave di lettura diversa della città. "Oggi la decisione di visitare una città, studiarvi, investire o trasferirsi nasce da una combinazione di fattori. Il patrimonio storico resta centrale, ma si affianca a esperienze contemporanee, eventi, moda, produzioni audiovisive e nuove opportunità professionali. Basti pensare alla recente produzione di Emily in Paris a Roma, per citarne una su tutte" -  ribadisce l'Assessore Onorato - richiamando l’attenzione internazionale che le produzioni audiovisive possono generare intorno ad una destinazione. Roma non è soltanto un luogo da fotografare, ma una città viva da scoprire. Le immagini che arrivano sullo schermo possono diventare il primo passo di un viaggio reale, trasformando la curiosità degli spettatori in un desiderio di conoscenza e, potenzialmente, in nuove opportunità per il sistema turistico ed economico locale.
È in questa prospettiva che iniziative come “Cinema in a Glass” - visitabile ad ingresso libero fino al 25 ottobre a Palazzo Montemartini Rome - assumono un significato ulteriore. Il dialogo tra artisti e icone cinematografiche dimostra come un progetto culturale possa contribuire a rinnovare il racconto della Capitale, intercettando sensibilità e pubblici differenti. Perché Roma non è soltanto il palcoscenico di una storia straordinaria: è un laboratorio vivo, di idee, professionalità e possibilità. E se un bicchiere di vino con Anna Magnani o un gin tonic con Marcello Mastroianni possono far rivivere, anche solo per un momento, il fascino di un’epoca, la vera sfida è trasformare quell’immaginario in nuove occasioni di crescita. Roma è storia, ma anche presente e futuro. E il cinema resta uno dei modi più potenti per raccontarli insieme.