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Scultori di Meraviglie

Scultori di Meraviglie

Il Museo del Tessuto di Prato chiude la mostra “Azzedine Alaïa, Cristóbal Balenciaga. Scultori della forma” con un successo che parla di eleganza e consacrazione culturale. Ben 50 abiti scultorei, arrivati in città a fine ottobre 2025 ed ora in viaggio verso Parigi, hanno attirato 28.109 visitatori in 165 giorni, con una media di 170 ingressi quotidiani e oltre 10.000 presenze concentrate nei weekend. Un flusso costante e appassionato, arrivato da tutta Italia, che ha coinvolto anche scuole, università e istituti di moda, confermando la mostra come un punto di riferimento internazionale per chi ama la couture e la sua storia. L’allestimento raffinato e la potenza estetica degli abiti hanno superato persino il successo della precedente esposizione dedicata ai kimono giapponesi, ferma a 22.000 visitatori. Per Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione Museo del Tessuto, il risultato è “il frutto di oltre due anni di lavoro corale” e un segnale luminoso per la città in un periodo storico complesso, mentre il direttore Filippo Guarini sottolinea come questo traguardo si inserisca in un percorso di valorizzazione della moda internazionale che negli anni ha portato a Prato mostre dedicate a Walter Albini, alla Swinging London o alla visione di Gianfranco Ferré. Un successo reso possibile dalle sinergie tra pubblico e privato, che hanno spinto il Museo verso una programmazione sempre più ambiziosa e di respiro internazionale.

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