Tiffany Enamel Watch: il ritorno scintillante dell’arte paillonnée
La Maison newyorkese reinterpreta l’eredità di Jean Schlumberger con una collezione di orologi che unisce savoir-faire storico e glamour contemporaneo.
Così Tiffany & Co. firma un nuovo capitolo di alta orologeria con Enamel Watch, la collezione che rende omaggio alla visione creativa di Schlumberger e alla tradizione della Maison nell’arte dello smalto. Tre varianti preziose, ispirate ai gioielli iconici del 1962, riportano in auge la tecnica paillonnée, una delle più rare e complesse al mondo.
Così Tiffany & Co. firma un nuovo capitolo di alta orologeria con Enamel Watch, la collezione che rende omaggio alla visione creativa di Schlumberger e alla tradizione della Maison nell’arte dello smalto. Tre varianti preziose, ispirate ai gioielli iconici del 1962, riportano in auge la tecnica paillonnée, una delle più rare e complesse al mondo.
Il quadrante, costruito su due livelli, sfoggia un pavé di diamanti incorniciato da un anello rotante in smalto Tiffany Blue® o bianco, decorato dal motivo Croisillon in oro giallo 18 carati. I dodici punti croce, simbolo delle ore, si muovono liberamente creando un gioco visivo raffinato e dinamico, cifra stilistica del designer francese.
Ogni anello richiede 65 ore di lavorazione, di cui 55 dedicate alla smaltatura: un processo ripetuto più volte per ottenere profondità cromatica e luminosità straordinaria.
La cassa da 36 mm, in oro bianco o giallo, è impreziosita da oltre 500 diamanti snow-set, mentre il fondello inciso richiama la spilla Floral Arrows di Schlumberger.
La cassa da 36 mm, in oro bianco o giallo, è impreziosita da oltre 500 diamanti snow-set, mentre il fondello inciso richiama la spilla Floral Arrows di Schlumberger.
Completano l’opera cinturini in alligatore coordinati e, per la versione di alta gioielleria, un bracciale full-pavé con 666 diamanti aggiuntivi. Un tributo a dir poco scintillante alla maestria artigianale di Tiffany & Co., capace di trasformare il tempo in opere d'arte di pura luce.
