L’arte dell’accoglienza e le sue evoluzioni
Il lusso contemporaneo non si misura più soltanto attraverso l’esclusività di una destinazione o l’eleganza di una suite. Si riconosce nella qualità delle relazioni, nella capacità di creare esperienze autentiche e nell’attenzione quasi sartoriale dedicata ad ogni ospite. È il messaggio emerso con forza dalla terza edizione dei Best Luxury Hotel Awards, celebrati nella cornice del Principe di Savoia di Milano, una serata che ha riunito alcune delle figure più autorevoli dell’hôtellerie internazionale per premiare le strutture, i professionisti e le realtà che stanno tracciando il futuro dell’ospitalità di alta gamma.
I vincitori raccontano un Paese dove il lusso assume forme diverse ma ugualmente affascinanti: dal fascino discreto delle dimore storiche restaurate con sensibilità contemporanea alla ricerca gastronomica che trasforma ogni pasto in un’esperienza memorabile, fino alle nuove frontiere del benessere e della sostenibilità.
Tra le realtà premiate spicca Airelles Palladio Venice, riconosciuto come miglior nuova apertura grazie alla valorizzazione di una storica residenza immersa tra giardini e scorci lagunari, mentre Castel Badia ha conquistato il titolo dedicato al design per aver creato un dialogo raffinato tra memoria architettonica e gusto contemporaneo. Sul fronte gastronomico, Atto del Palazzo Portinari Salviati si è distinto per una cucina capace di unire rigore tecnico ed eleganza espressiva, mentre il Grand Hotel Tremezzo ha trasformato il rito della prima colazione in un’esperienza che riflette gli stessi standard dell’alta ristorazione.
Grande attenzione anche al valore delle persone. Il premio come miglior General Manager è andato a Giuseppe De Martino per la sua visione manageriale e per il contributo alla formazione delle nuove generazioni dell’hôtellerie, mentre Bellevue Syrene è stato premiato per un servizio che fa della discrezione e dell’autenticità la propria firma distintiva. A confermare la crescente centralità del benessere come componente essenziale del viaggio contemporaneo, il Lefay Resort & SPA Lago di Garda si è imposto nella categoria wellness grazie a una proposta che integra salute, natura e personalizzazione.
Sempre più centrale nel mondo dell’ospitalità di lusso è il tema della responsabilità. Il Borro ha ricevuto il riconoscimento per il miglior programma di sostenibilità, dimostrando come tutela del territorio, gestione virtuosa delle risorse ed eccellenza possano convivere armoniosamente. Hotel La Perla è stato invece celebrato per la sua straordinaria cultura del vino, mentre il premio dedicato ai bar ha visto protagonisti due simboli dell’eleganza italiana, Portrait Milano e lo stesso Principe di Savoia.
La serata ha inoltre reso omaggio a figure che hanno contribuito a scrivere pagine importanti del turismo nazionale. I premi alla carriera assegnati a Vincenzo Finizzola e Lorenzo Giannuzzi hanno riconosciuto percorsi professionali caratterizzati da visione, leadership e innovazione, mentre i riconoscimenti speciali a Magda Antonioli e alla Famiglia Fiorentino hanno celebrato il valore della ricerca, della formazione e della continuità imprenditoriale.
A completare il quadro, il titolo di Best Luxury Destination 2026 assegnato a Cortina d’Ampezzo, protagonista di una stagione di straordinaria visibilità internazionale grazie alle Olimpiadi invernali, e il premio come Best Luxury Chain conferito a Marriott International, protagonista globale del segmento luxury.
Ciò che emerge dai Best Luxury Hotel Awards è una nuova idea di ospitalità, più sofisticata e consapevole. Un lusso che non vive nell’ostentazione ma nella capacità di creare emozioni autentiche, custodire il valore dei territori e offrire esperienze destinate a trasformarsi in ricordi. Ed è forse proprio questa la vera eccellenza italiana: far sentire ogni ospite parte di una storia unica, irripetibile e profondamente umana.
