Un dialogo fotografico con l’incanto della storia
Nell’incanto monumentale delle Terme di Caracalla c'è una mostra che è un viaggio nella sensibilità di Frank Horvat, uno dei fotografi che più ha ridefinito l’immaginario visivo del Novecento. Dal 11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, ben 70 anni di ricerca estetica e culturale si dispiegano in 72 immagini che attraversano gli ambienti dell'imponente complesso archeologico, trasformandolo in una scenografia naturale dove riflessi di luce, il contrasto con i mosaici e storia millenaria che si respira amplificano la forza del suo sguardo e l'esperienza che diviene un unicum.
Promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma e organizzata da Electa, la mostra è curata dallo Studio Horvat (Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin) insieme a Nunzio Giustozzi, e si articola in tre sezioni che raccontano le molte anime del fotografo. Nelle palestre delle Terme, i magnetici ritratti femminili dialogano con la monumentalità degli spazi, con un focus dedicato ai servizi realizzati alla Galleria L’Obelisco su invito di Irene Brin e Gaspero del Corso. Negli ambienti voltati prende forma Vere Sembianze, un’altra celebrazione dell’universo femminile, mentre la terza sezione è dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, realizzato nei primi anni '80, un racconto di viaggio che diventa una vera riflessione poetica sul paesaggio e sull’identità.
Un volume edito da Electa accompagna la mostra con scritti di Horvat e un ricordo di Ferdinando Scianna, che apre il testo con un omaggio affettuoso e lucido alla sua filosofia. Nato nel 1928 a Opatija, Horvat attraversa l’Europa e la storia della fotografia: dalla formazione a Brera all’incontro parigino con Cartier‑Bresson e Capa, dal fotogiornalismo Magnum alla moda, dalla pubblicità alla sperimentazione digitale. Una vita intera dedicata a osservare, raccontare, reinventare.
Alle Terme di Caracalla, le sue immagini respirano insieme alle architetture, si intrecciano ai silenzi, restituiscono al pubblico un’esperienza immersiva dove la fotografia diventa un simbolico ponte tra epoche. Una mostra che celebra un maestro e, allo stesso tempo, la straordinaria capacità dell’arte di dialogare con i luoghi più antichi, rivelando nuove storie a ogni sguardo.
